Studi e Ricerche

I presenti documenti sono redatti dall’Ufficio Retail Research della Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo e sono destinati agli investitori privati.

Prese di profitto sul finale di settimana

Temi della giornata

- Azionario: ennesimo record di Wall Street e in particolare dell’indice Nasdaq.
- Cambi: l'euro/dollaro apre la giornata consolidando in area di 1,2150, dopo il meeting privo di spunti della BCE.
- Risorse di base: permane la debolezza in apertura in Europa, pesa il calo del petrolio che attende il dato delle scorte settimanali EIA di questo pomeriggio.
 

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Proseguono le prese di profitto sui listini

Temi della giornata
- Azionario: prese di profitto sulle borse europee su deboli dati macro; sottoperformance dell’indice domestico.
- Cambi: l'euro/dollaro resta sopra area 1,2150, dopo il meeting privo di spunti della BCE.
- Risorse di base: si accentua la debolezza in apertura di Wall Street, pesa il calo del petrolio che attende il dato delle scorte settimanali EIA di questo pomeriggio.

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La BCE conferma la propria politica monetaria

Dopo il potenziamento dei propri strumenti di politica monetaria deciso in dicembre in risposta ai perduranti effetti della crisi pandemica, la BCE oggi ha scelto di lasciare invariati il corridoio dei tassi (-0,50% per i depositi, 0% per le operazioni di rifinanziamento principali e +0,25% per quelle marginali) e gli altri strumenti quantitativi di politica monetaria, nonché la forward guidance circa le mosse future. L’esito della riunione è in linea con le previsioni e coerente con il quadro economico e finanziario. Riteniamo che affinché la BCE intervenga con nuove misure sia necessario un significativo deterioramento dello scenario, che al momento non si sta manifestando. 

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Settimana dei mercati - 18.01.2021

La settimana entrante

Europa: gli indici PMI di gennaio dovrebbero riflettere l’impatto sull’attività economica, in area euro e nel Regno Unito, dell’estensione temporale delle restrizioni e della risalita dei contagi. I più penalizzati dovrebbero essere ancora una volta i servizi ma anche la manifattura potrebbe iniziare a risentire della frenata della domanda interna. In calendario anche l’indagine francese INSEE condotta tra le imprese mentre in Germania la ZEW di gennaio fornirà spunti sulle valutazioni congiunturali degli analisti finanziari. Risultati societari: ASML Holding.

Italia: i dati di novembre su ordinativi e fatturato industriale dovrebbero offrire maggiori indicazioni sull’impatto delle restrizioni sulla domanda di beni manifatturieri. 

USA: gli indici PMI di IHS Markit di gennaio potrebbero evidenziare una correzione del morale diffuso a manifattura e servizi, in parte temperata dall’ottimismo prospettico circa le vaccinazioni. Verranno pubblicati i dati sulle richieste di sussidio relativi alla settimana in cui vengono condotte le rilevazioni per il rapporto sul mercato del lavoro di gennaio. In calendario anche i dati di dicembre sui permessi di costruzione, nuovi cantieri e vendite di case. Sul fronte politico si segnala l’insediamento del nuovo Presidente e Congresso. Risultati societari: Bank of America, Goldman Sachs, Halliburton, Alcoa, Morgan Stanley, Procter & Gamble, IBM, Intel.

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Soft Commodity: cauto ottimismo sul 2021

Sulle commodity agricole ci si appresta a chiudere il 2020 con quotazioni particolarmente elevate. Restiamo dell’idea che l’appeal degli Agricoli sugli investitori possa continuare a favorire un quadro positivo per il prossimo anno, anche per il sotto comparto delle Soft Commodity.

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USD: prospettive di consolidamento

  • Data pubblicazione 13.11.2020
  • Valute
Se la tendenza al rialzo dei rendimenti USA proseguirà, perlomeno in termini differenziali rispetto alle altre principali economie (Eurozona in primis), il rafforzamento del dollaro resta uno scenario plausibile. La divisa rifletterebbe così il buon stato di salute dell'economia americana, nonostante l'approccio monetario estremamente accomodante della Fed che, al contrario, dovrebbe indebolirla. L'euro invece potrebbe iniziare a scontare l'ulteriore stimolo monetario da parte della BCE (PEPP e TLTRO III), prospettato per fine anno. Questo non significa che si sia alla vigilia di una accelerazione ribassista della valuta unica: è invece più probabile che si consolideranno le dinamiche di tipo laterale già in atto sul cambio. In conclusione, alla luce di questo scenario carico di incertezze, le nostre previsioni esprimono una volatilità piuttosto contenuta del cambio EUR/USD, stretto nell'intervallo 1,16-1,18 lungo tutto l'orizzonte temporale oggetto di analisi.

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USD: frenato dal “risk on” e dal bilancio della Fed

  • Data pubblicazione 05.06.2020
  • Valute
Dollaro sotto pressione: i dati macro in miglioramento riducono l’avversione al rischio ma preoccupa il bilancio della Fed. Nel breve, la moneta unica è tornata al di sopra di 1,13 contro dollaro dopo le scelte ulteriormente espansive della BCE. L'euro, in aggiunta, continua a beneficiare del generale consenso espresso sulla proposta della Commissione Europea relativa al fondo Next Generation EU, di sostegno alle economie dei Paesi UE messe in difficoltà dal COVID-19. La frenata del dollaro riteniamo invece sia la conseguenza del ritorno alla propensione al rischio che vede gli operatori allontanarsi dalle valute rifugio, come era diventata la valuta USA negli ultimi mesi, per spostarsi su monete a più alto rendimento per gli investitori. Nel medio-lungo periodo pensiamo che il mercato continuerà a cercare protezione nel dollaro, ogni qualvolta ci sarà necessità di asset rifugio. 

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COVID-19, debito e Banche centrali i driver per le valute

  • Data pubblicazione 12.05.2020
  • Valute
Nell’era COVID-19 i movimenti dei rendimenti governativi rappresentano il risultato (dinamico) di una serie di scosse di terremoto in termini di recessione, stimolo fiscale, deterioramento dei saldi di bilancio, stimolo monetario e offerta di liquidità. Il saldo a tre mesi dall’inizio della pandemia è complessivamente positivo in valuta locale, con il deterioramento dello scenario che si è scaricato principalmente sul fronte valutario.

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Testo modificato il: 11.04.2015