Studi e Ricerche

I presenti documenti sono redatti dall’Ufficio Retail Research della Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo e sono destinati agli investitori privati.

Al via la reporting season

Temi della giornata

- Azionario: chiusura debole di Wall Street in attesa del nuovo piano di sostegno alla crescita da parte della nuova Amministrazione Biden, annunciato a mercati chiusi. 
- Cambi: il cross EUR/USD scambia in area 1,2130, consolida il marginale indebolimento dell’euro.
- Risorse di base: apertura europea debole per il petrolio, dopo il report mensile dell’OPEC pubblicato ieri.
 

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Prevale l’avversione al rischio sui listini europei

Temi della giornata

- Corporate: risultati discreti per le prime trimestrali delle banche USA, con performance differenziate in base ai modelli di business e all’entità degli accantonamenti prudenziali già effettuati.

- Cambi: il cross EUR/USD, molto volatile, scambia in area 1,21, consolida il marginale indebolimento dell’euro.

- Risorse di base: prosegue la debolezza del petrolio, dopo il report mensile dell’OPEC pubblicato ieri, che trascina al ribasso tutte le Commodity.
 

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Settimana dei Mercati

La settimana entrante
Europa: in area euro la produzione industriale a novembre potrebbe frenare la sua ripresa a causa dell’effetto delle restrizioni sulla domanda; le indagini di fiducia e i dati nazionali disponibili hanno tuttavia evidenziato una sostanziale tenuta del settore nel mese in esame, che potrebbe quindi evitare una variazione negativa dell’output. Verranno rilasciati anche i verbali della riunione di politica monetaria della BCE di dicembre. Nel Regno Unito i dati di novembre dovrebbero riflettere gli effetti della reintroduzione dei confinamenti: si prevede che le stime mensili evidenzino un ampio calo del giro d’affari dei servizi a fronte di un incremento dell’attività edilizia e industriale; quest’ultima potrebbe aver beneficiato, sul finale d’anno, dell’anticipazione di alcuni ordinativi in vista di Brexit.
Italia: a novembre l’industria non è stata colpita direttamente dalle misure restrittive, ma dovrebbe comunque subire l’impatto indiretto sulla domanda destinato a riflettersi in un calo della produzione. L’attività nel settore potrebbe contribuire negativamente alla crescita del valore aggiunto nel 4° trimestre, anche se in misura minore rispetto ai servizi.
USA: la prima indagine di fiducia manifatturiera di gennaio, l’Empire della New York Fed, dovrebbe continuare a offrire un quadro di espansione per il settore. I dati reali di dicembre dovrebbero invece riportare un contenuto incremento dell’inflazione, sia headline che core. Le indicazioni provenienti dalle indagini congiunturali e dalle ore lavorate sono invece coerenti con un ulteriore incremento della produzione industriale di dicembre. Nello stesso mese le vendite al dettaglio sono attese calare per il terzo mese consecutivo; da gennaio il rinnovo dello stimolo fiscale potrebbe invertire il trend, anche se alcuni comparti, come la ristorazione, continueranno a subire l’impatto delle restrizioni. La pubblicazione del Beige Book preparato per la riunione della Fed di fine mese dovrebbe offrire indicazioni aggiornate sull’impatto economico della salita dei contagi. Risultati societari: Citigroup, JP Morgan Chase, Wells Fargo.
 

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Soft Commodity: cauto ottimismo sul 2021

Sulle commodity agricole ci si appresta a chiudere il 2020 con quotazioni particolarmente elevate. Restiamo dell’idea che l’appeal degli Agricoli sugli investitori possa continuare a favorire un quadro positivo per il prossimo anno, anche per il sotto comparto delle Soft Commodity.

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USD: prospettive di consolidamento

  • Data pubblicazione 13.11.2020
  • Valute
Se la tendenza al rialzo dei rendimenti USA proseguirà, perlomeno in termini differenziali rispetto alle altre principali economie (Eurozona in primis), il rafforzamento del dollaro resta uno scenario plausibile. La divisa rifletterebbe così il buon stato di salute dell'economia americana, nonostante l'approccio monetario estremamente accomodante della Fed che, al contrario, dovrebbe indebolirla. L'euro invece potrebbe iniziare a scontare l'ulteriore stimolo monetario da parte della BCE (PEPP e TLTRO III), prospettato per fine anno. Questo non significa che si sia alla vigilia di una accelerazione ribassista della valuta unica: è invece più probabile che si consolideranno le dinamiche di tipo laterale già in atto sul cambio. In conclusione, alla luce di questo scenario carico di incertezze, le nostre previsioni esprimono una volatilità piuttosto contenuta del cambio EUR/USD, stretto nell'intervallo 1,16-1,18 lungo tutto l'orizzonte temporale oggetto di analisi.

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USD: frenato dal “risk on” e dal bilancio della Fed

  • Data pubblicazione 05.06.2020
  • Valute
Dollaro sotto pressione: i dati macro in miglioramento riducono l’avversione al rischio ma preoccupa il bilancio della Fed. Nel breve, la moneta unica è tornata al di sopra di 1,13 contro dollaro dopo le scelte ulteriormente espansive della BCE. L'euro, in aggiunta, continua a beneficiare del generale consenso espresso sulla proposta della Commissione Europea relativa al fondo Next Generation EU, di sostegno alle economie dei Paesi UE messe in difficoltà dal COVID-19. La frenata del dollaro riteniamo invece sia la conseguenza del ritorno alla propensione al rischio che vede gli operatori allontanarsi dalle valute rifugio, come era diventata la valuta USA negli ultimi mesi, per spostarsi su monete a più alto rendimento per gli investitori. Nel medio-lungo periodo pensiamo che il mercato continuerà a cercare protezione nel dollaro, ogni qualvolta ci sarà necessità di asset rifugio. 

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COVID-19, debito e Banche centrali i driver per le valute

  • Data pubblicazione 12.05.2020
  • Valute
Nell’era COVID-19 i movimenti dei rendimenti governativi rappresentano il risultato (dinamico) di una serie di scosse di terremoto in termini di recessione, stimolo fiscale, deterioramento dei saldi di bilancio, stimolo monetario e offerta di liquidità. Il saldo a tre mesi dall’inizio della pandemia è complessivamente positivo in valuta locale, con il deterioramento dello scenario che si è scaricato principalmente sul fronte valutario.

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Testo modificato il: 11.04.2015