Studi e Ricerche

I presenti documenti sono redatti dall’Ufficio Retail Research della Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo e sono destinati agli investitori privati.

Flash Azioni - 25.11.2022

Notizie sui mercati

Con Wall Street chiusa per la festività del Giorno del Ringraziamento, i listini europei hanno archiviato la seduta di ieri in rialzo nell’ambito, però, di una giornata dai volumi contenuti: il traino è arrivato soprattutto dai verbali dell’ultima riunione della Fed dai quali è emersa la possibilità di un rallentamento nella restrizione monetaria, anche se per il momento proseguirà nella sua azione di contrasto all’inflazione. Per tale motivo, l’andamento di ieri ha registrato la forza relativa dei comparti maggiormente sensibili all’andamento dei tassi, con l’Immobiliare e le Utility che hanno registrato i guadagni migliori. Il Dax ha confermato forza relativa rinnovando i massimi da metà agosto e approcciandosi ancora di più all’importante barriera posta a 14.709 punti, mentre il benchmark francese CAC torna sui livelli di fine aprile. L’andamento dei listini europei dipenderà anche dalle evoluzioni in tema di misure restrittive contro nuovi focolai in Cina dal momento che il paese asiatico rappresenta un importante mercato di sbocco per molti gruppi europei. Il nuovo aumento dei contagi sembra condizionare la sessione odierna dei listini asiatici che hanno chiuso le contrattazioni in modo contrastato.  
 

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Migliora la fiducia di imprese e famiglie italiane

Macroeconomia: in Italia morale di famiglie e imprese migliore delle attese a novembre
Azionario: borse caute in chiusura di settimana ma la performance rimane positiva
Titoli di Stato e tassi: seduta ampiamente negativa sulla scia delle dichiarazioni restrittive dei membri della BCE
Obbligazioni Corporate/Bancarie: seduta cauta, a chiusura di una settimana di performance positive
Cambi: l'EUR/USD scende sotto 1,04 negli scambi pomeridiani
Risorse di base: focus sul price cap al petrolio russo
Paesi Emergenti: la banca centrale turca taglia ancora i tassi
 

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UE in disaccordo sul limite al prezzo del gas

Macroeconomia: PIL tedesco 3° trimestre rivisto al rialzo
Azionario: in un contesto di volumi contenuti, i principali indici europei registrano nuovi massimi degli ultimi mesi
Titoli di Stato e tassi: avvio moderatamente negativo, l’incertezza con l’avvicinarsi della riunione della BCE potrebbe aumentare la volatilità
Obbligazioni Corporate/Bancarie: apertura cautamente positiva dopo i robusti guadagni di ieri
Cambi: l'EUR/USD consolida in area 1,04 in avvio europeo
Risorse di base: stabili nei primi scambi europei

Allegata tabella dati di mercato delle principali risorse di base.

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Settimana dei Mercati - 21.11.2022

La settimana entrante 

Europa: in Germania l’indice IFO di novembre è atteso sostanzialmente stabile, a segnalare il permanere di condizioni recessive per l’economia tedesca (il cui PIL del 3° trimestre dovrebbe essere confermato rispetto alla stima finale). Nell’Eurozona la stima flash degli indici PMI di novembre dovrebbe ribadire il trend discendente degli indicatori, ormai ampiamente inoltratisi in territorio di contrazione. La prima rilevazione dell’indice di fiducia dei consumatori area euro per lo stesso mese è prevista in leggero recupero, ma sempre vicino al minimo storico.

Italia: a novembre la fiducia dei consumatori dovrebbe migliorare, sulla scia di un rientro dell’inflazione attesa per i prossimi mesi, mentre quella delle imprese è vista ancora in calo. Il Governo italiano è atteso approvare la Legge di Bilancio 2023, con impatto espansivo sull’indebitamento netto da 21 miliardi di euro (l’1,1% del PIL).

USA: la settimana sarà alleggerita dalla festività del Giorno del Ringraziamento. Ad ottobre gli ordini di beni durevoli sono stimati in rialzo congiunturale. La prima rilevazione degli indicatori PMI di novembre è attesa rafforzare il quadro di contrazione, con indicazioni di scivolamento verso la recessione. Dalla pubblicazione dei verbali della riunione del FOMC di novembre dovrebbe emergere una riconciliazione del messaggio molto severo della conferenza stampa di Powell con i segnali più accomodanti del comunicato, segnalando che la Fed ha ancora lavoro da fare e che la riduzione attesa del ritmo dei rialzi è necessaria per valutare gli effetti della restrizione già attuata (ma non implica al tempo stesso che il punto di arrivo sia già raggiunto). Risultati societari: Hewlett-Packard.

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Focus Sterlina inglese - 07.11.2022

  • Data pubblicazione 07.11.2022
  • Valute
La criticità dello scenario inglese peserà sulla sterlina
Le previsioni sull’economia del Regno Unito, in termini di crescita ed inflazione, hanno subito il peggior ridimensionamento fra quelle relative ai paesi del G10 a causa della crisi energetica e delle tensioni sui conti pubblici sorte in seguito alle scelte in materia fiscale dell’esecutivo Truss. La crescita per quest’anno dovrebbe essere ampiamente positiva, sostenuta dal risultato del primo semestre, ma poi, secondo le stime della BoE, il PIL subirà una variazione negativa sia nel prossimo anno che nel successivo. Questo drastico ridimensionamento dell’attività economica si rifletterà in una rapida discesa dell’inflazione, attualmente a doppia cifra: ciò spingerà la BoE a ulteriori rialzi del target rate, anche per rafforzare la credibilità del sistema finanziario, minata dalla recente crisi politica. Questo quadro si è concretizzato in una debolezza della sterlina, che permane su tutto il nostro orizzonte di previsione. Nonostante la Bank of England (BoE) abbia optato nell'ultima riunione per un rialzo di 75pb del bank rate e abbia confermato il sentiero di inasprimento del costo del denaro, è il messaggio emerso dalla riunione ad aver allarmato i mercati e penalizzato la valuta: di questo scenario farà le spese la sterlina, consolidando la propria debolezza. L'unico fattore di rischio che limita il ribasso della divisa britannica sembra essere quello politico: la crisi in Gran Bretagna si è chiusa col cambio di governo e con una prospettiva di gestione dei conti pubblici più attenta, ridando credibilità al sistema inglese e riducendo la volatilità sulla valuta e sui titoli del debito pubblico. Anche i Gilt hanno subito un momento di estrema volatilità nella fase della crisi di governo, in un quadro più ampio di aumento dei rendimenti di mercato legato ai corsi delle materie prime e all’accelerazione dei prezzi al consumo, in linea con l’andamento del debito sovrano a livello globale. Le prospettive per i titoli di stato britannici restano legate da una parte alla gestione dei conti pubblici e alla credibilità del nuovo Governo, che potrebbero alimentare momenti di volatilità nel breve periodo, dall’altra alla recessione attesa per i prossimi due anni, che potrebbe portare nel lungo periodo a una discesa dei rendimenti di mercato.

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Focus Dollaro statunitense - 07.11.2022

  • Data pubblicazione 07.11.2022
  • Valute
La Fed calibrerà i futuri rialzi sostenendo ancora il dollaro

Dopo un primo semestre dal segno negativo per la crescita dell’economia statunitense, le prime indicazioni sulla seconda parte dell’anno segnalano un recupero, trainato prevalentemente dal canale estero, mentre i consumi sembrano stagnanti e gli investimenti in deciso calo. Il prossimo anno si prospetta debole, con una possibile recessione, effetto anche della politica restrittiva della Fed che tuttavia potrebbe essere attenuata dal buon tasso di risparmio e dal mercato del lavoro comunque piuttosto tonico, seppur in indebolimento, anche nel 2023. Contestualmente, in linea con le indicazioni più prospettiche degli indici di fiducia, nella parte finale del 2022 e poi nel prossimo anno si dovrebbe registrare un progressivo ritorno dell’inflazione verso il target. A questo scopo la politica monetaria resterà restrittiva, con un punto di arrivo incerto sia in termini di livello che di tempistica dopo i segnali contrastanti emersi dall’ultima riunione della Fed, che insieme al quarto rialzo consecutivo da 75pb si è conclusa con toni piuttosto neutri nel comunicato ma con un’inattesa virata in senso restrittivo da parte del presidente Powell in conferenza stampa, Nel complesso, la Fed resta restrittiva ma calibrerà i futuri rialzi dei tassi con il punto di arrivo che, secondo le parole di Powell, potrebbe essere più alto di quanto finora atteso, continuando ad alimentare la forza del dollaro. Di contro, l'euro ha rapidamente metabolizzato l'effetto benefico del rialzo dei tassi BCE, tornando a consolidare su livelli medio-bassi ed esprimendo così il deterioramento economico che grava sull'Eurozona. Le previsioni per l'EUR/USD sono: 0,92 a 1 mese; 0,93 a 3 mesi; 1,00 a 6 mesi; 1,05 a 12 mesi e 1,10 a 24 mesi. Lo scenario sopra descritto è stato accompagnato da un ampio rialzo dei rendimenti di mercato, con la curva Treasury che attualmente offre tassi reali ampiamente positivi e un’inversione della curva delle scadenze. La “calibrazione” della politica monetaria renderà il mercato più sensibile alla stringa di dati macro, in particolare, date le indicazioni della Fed, a quelli più forward looking e legati al mercato del lavoro. Il risultato potrebbe essere una maggiore volatilità sul comparto dei Treasury, con una possibile tendenza in discesa dei rendimenti di mercato lungo tutta la curva delle scadenze.

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Focus Valute Trimestrale Emergenti - 13.09.2022

  • Data pubblicazione 13.09.2022
  • Valute
Emergenti alla prova della minor liquidità in dollari
Le dinamiche dei prezzi delle materie prime, il drenaggio di liquidità da parte delle principali banche centrali (in particolare la Fed) e l’incertezza sullo scenario, dove i prezzi globali continuano in media a salire a fronte dei crescenti timori di recessione, si riflettono in un deciso aumento della volatilità anche sul debito emesso dai paesi emergenti. Le prospettive dipendono, a nostro avviso, dalla struttura economica interna dei singoli paesi e dall’orientamento delle rispettive banche centrali. In alcune economie, tra le altre Polonia e Brasile, il mercato si spinge ad anticipare una nuova fase di allentamento monetario, in risposta al rallentamento economico. Questa scommessa potrebbe rivelarsi precoce rispetto alle scelte delle rispettive banche centrali, determinate a contrastare l’inflazione anche a scapito di un drastico rallentamento della crescita. Nel complesso, alcuni paesi offrono livelli di rendimento interessanti in un contesto di stabilità monetaria e resilienza economica, con i rischi ancora sbilanciati verso un possibile aumento dell’avversione al rischio e un incremento della volatilità. 

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Soft Commodity: cauto ottimismo sul 2021

Sulle commodity agricole ci si appresta a chiudere il 2020 con quotazioni particolarmente elevate. Restiamo dell’idea che l’appeal degli Agricoli sugli investitori possa continuare a favorire un quadro positivo per il prossimo anno, anche per il sotto comparto delle Soft Commodity.

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Testo modificato il: 11.04.2015